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sabato 19 maggio 2018

ARTISTI VARI - WHEN THE WIND BLOWS - THE SONGS OF TOWNES VAN ZANDT



⭐⭐⭐⭐⭐

(APPALOOSA  RECORDS - 2018)


Molto più che un Disco.
Questo è un Autentico Atto di Amore.
L'Amore che l'amico Andrea Parodi ha sempre nutrito per il cantautore americano Townes Van Zandt.
Amore che è stato sigillato sin dal primo disco di Parodi "Le Piscine di Fecchio". In quell'album  dell'anno 2000 vi è, infatti, una cover di "Tecumseh Valley"  titolata "Carolina".
Da quell'anno lontano la strada intrapresa da Andrea Parodi è sempre stata coerentemente legata al ricordo del suo "mentore".
Promotore del  più importante Festival Mondiale dedicato al defunto cantautore texano, Parodi ha  deciso di fare ancora di più per celebrarne la figura.
Con l'aiuto di decine di Cantautori,  compagni di viaggio, Parodi ha infatti prodotto per l'etichetta Appaloosa Records un doppio album antologico con alcune tra le più belle canzoni di Van Zandt. 
Un'Opera Monumentale che vede coinvolti a decine artisti che hanno nel cuore, nel sangue  e nel loro dna le liriche e la musica del Grande Townes.
L'elenco è lunghissimo e tutte le 32 canzoni del doppio album sono altrettanti gioeillini da tenere conservati a lungo tra le cose care: versione splendide, tutte, che citarne qualcuna sarebbe un torto per tutte le altre. 
Mi limito pertanto a condividere la lista delle canzoni e dei relativi interpreti:



Solo un grande e autentico Amore poteva portare a questo risultato.
Mi piace sempre ricordare la prima volta che incontrai Andrea al parco del Bersagliere a Cantù in ua sera d'estate del 2004. 
E da quella sera ogni volta che lo trovo rivedo, nella sua folta capigliatura e nel suo sorriso sempre solare, la forza di uno che ha sempre creduto in quel che stava facendo, da cantautore, da promoter, da amante della Musica, da "agitatore culturale" ... 
Nato come me (e un'altro Grande Amico mio)   il giorno 6 di  maggio Andrea Parodi è un Grande Sognatore e la produzione (in collaborazione con Jono Manson) di questo Disco è un grande traguardo ...  ma il mio amico mi saprà stupire ancora in futuro.
Ne sono certo.
Complimenti Andrea.




mercoledì 25 aprile 2018

BRUCE SPRINGSTEEN - WE SHALL OVERCOME: THE SEEGER SESSIONS



⭐⭐⭐⭐⭐

(COLUMBIA  - 2006)


E' il  25 aprile dell'anno 2006 il giorno in cui  esce WE SHALL OVERCOME: THE SEEGER SESSIONS  ovvero il quattordicesimo album registrato in studio da Bruce Springsteen.
Ed è una sorpresa per tutti i fans del Boss. Davvero una Grande Sorpresa.
Springsteen abbandona momentaneamente i tradizionali compagni di viaggio della E-STREET BAND  (con la sola eccezione della violinista Soozie Tyrell e della moglie Patti Scialfa ai cori) e, arruolata un'intera band di bluegrass composta da undici elementi,  rivisita alla sua maniera il songbook della grande Tradizione Folk Americana: canzoni che sarebbero prima o poi state destinate all'oblio e la cui memoria è stata tramandata grazie al lavoro del Leggendario folksinger  Pete Seeger.
Springsteen paga così il suo tributo alla tradizione "folk"  rappresentata, appunto, da Seeger e dalle canzoni che quest'ultimo ha cantanto nella sua carriera.
Il Boss spiazza così i suoi fans ma, allo stesso tempo, consegna alla storia della Musica Made  in U.S.A. uno di quei dischi più belli di sempre.
Scorrono così "traditional" la cui origine - spesso -  si perde nella notte dei tempi e  che il Boss fa rivivere di luce propria come  JOHN HENRY, ERIE CANAL, OLD DAN TUCKER, JESSE JAMES, SHENANDOAH per non parlare del capolavoro di ritmo che è rappresentato proprio dalla canzone WE SHALL OVERCOME e ancora la splendente ballata PAY ME MY MONEY DOWN ma è tutto il disco che suona in maniera davvero perfetta.
Un Disco che ha il merito di riproporre una parte fondamentale  di Storia della Musica Americana e solo uno come Springsteen, che ha nel suo DNA  la musica delle "origini",  poteva accostarsi a tale "totem" senza correre il rischio di servire una "minestra riscaldata".
Disco Prezioso.




(BRUCE SPRINGSTEEN - WE SHALL OVERCOME)











FRANCO BATTIATO - FISIOGNOMICA


⭐⭐⭐⭐⭐

(EMI - 1988)


Il mio disco dell'estate dell'anno di Grazia  1988. 
Uscito nell'aprile di quello stesso anno questo album del Maestro Siciliano Franco Battiato  finì velocemente (e con merito) in testa alle classifiche di vendita.
Nell'estate di quel 1988 ascoltai e riascoltai questo disco centinaia di volte sino a poterne decantare le liriche a memoria pressochè di ogni singola traccia.
Disco dal forte sapore introspettivo e denso di richiami e rimandi al mondo spirituale tipico dell'oriente lo si può considerare un viaggio attraverso "se stessi" nella nostra dimensione "astrale". 
Versi ispirati come non mai danno il là a canzoni come quella che titola il disco, e il capolavoro L'OCEANO DI SILENZIO,  e ancora E TI VENGO A CERCARE, SECONDO IMBRUNIRE, NOMADI  (il cui testo uscì fuori dalla penna di Juri Camisasca) mentre la splendida VENI L'AUTUNNO fu concepita in dialetto siciliano con alternanza di versi in arabo così come arabeggiante é la seguente ZAI SAMAN.
Particolarmente significativa, nel mio percorso personale in quell'anno, risultò la visione delle cose espressa dal Maestro in IL MITO DELL'AMORE canzone che, come una sentenza, descrive le fasi della passione dall'inizio sino alla caduta "il mito dell'amore muore / senza tante cortesie / ti accorgi che è finita / da come cadi nell'insofferenza".
La preziosa sequenza descrittiva, quasi cinematografica,  dei versi iniziali della canzone  SECONDO IMBRUNIRE  "Quei muri bassi / di pietra lavica / arrivano al mare / e da qui / ci passava ogni tanto / un bagnante in estate / Sciara delle ginestre / esposte al sole / passo ancora il mio tempo / a osservare i tramonti / e vederli cambiare / in Secondo Imbrunire. E il cuore / quando si fa sera / muore d'amore / non ci vuole credere / che è meglio / stare soli."   colorò la mia estate così bene che ancora oggi, a risentire quei versi, torno alla mia versione "astrale" 1988 ...  e trovo un secondo imbrunire.
Disco imprescindibile. Per l'Anima.



(FRANCO BATTIATO - SECONDO IMBRUNIRE)






sabato 17 febbraio 2018

JERRY GARCIA & DAVID GRISMAN - BEEN ALL AROUND THIS WORLD



⭐⭐⭐⭐⭐

(ACOUSTIC DISC - 2004)


Una "Cartolina Musicale".
Con queste precise parole David Grisman classificò questo  BEEN ALL AROUND THIS WORLD nelle note di presentazione del disco.
Un viaggio musicale unico nel suo genere che vide l'uno accanto all'altro due autentici Giganti alle prese con la cosiddetta "100% HANDMADE MUSIC": cioè la Musica che usciva regolarmente da quella fabbrica del suono che era, ed è tuttora, la ACOUSTIC DISC casa discografica voluta e creata da David Grisman per diffondere e promuovere la musica nel suo formato "originale": quello acustico.
David Grisman con il suo mandolino e Jerry Garcia con la sua chitarra unica e inimitabile in queste registrazioni riescono a celebrare la loro passione per la musica tradizionale  in maniera impareggiabile. 
Ma non solo "traditional": scorrono capolavori come I'M TROUBLED,  BEEN ALL AROUND THIS WORLD,  HANDSOME CABIN BOY WALTZ accanto a composizoni "classiche" come THE BALLAD OF FRANKIE LEE AND JUDAS PRIEST di Dylan che rivisitata in sette minuti di perizia musicale epocale è una delle "gemme" del disco o SITTIN' HERE IN LIMBO di Plummer Bright e Jimmy Cliff solo per citarne alcune.
In queste dodici canzoni per 54 minuti di Grande Musica c'è il ricordo indelebile di un Sodalizio Musicale davvero Unico e la scomparsa prematura di Garcia rende queste registrazioni ancor più preziose perchè sono la testimonianza di un suono che non tornerà più.
La splendida illustrazione ad acquarello che è in  copertina e che  è opera di Tracy Bigelow presenta i due amici che, strumenti alla mano, si avviano lungo una strada che non ha apparentemente fine. Esattamente come la loro Musica.
Disco Prezioso.



(THE BALLAD OF FRANKIE LEE AND JUDAS PRIEST)




(SITTIN' HERE IN LIMBO)









sabato 20 gennaio 2018

THOM CHACON - BLOOD IN THE USA


⭐⭐⭐⭐⭐

(APPALOOSA RECORDS - 2018)


L'album BLOOD IN THE USA di Thom Chacon sta agli Stati Uniti, oggi, così come il libro LE VENE APERTE DELL'AMERICA LATINA di Eduardo Galeano stava all'America Latina qualche anno fa. La differenza è che nelle sue canzoni, il giovane cantautore di Durango,  Colorado, mette nero su bianco e denuncia tutte le ingiustizie di una nazione che non è più quella del "Sogno" mentre lo scrittore uruguagio Galeano se la prendeva  con i "predatori" che dissanguarono un po' tutto il  Sudamerica: ma nella sostanza ho trovato una correlazione tra le opere di questi due Artisti. 
Il magazine musicale BUSCADERO, nel suo numero del mese di Gennaio di quest'anno 2018,  gli ha dedicato la copertina e così la faccia di Thom Chacon è comparsa nelle edicole di un po' tutta l'Italia.
Scommessa azzardata quella di Paolo Carù & Co. di mandare in copertina un giovane ragazzo sconosciuto ai più ?
Macchè. 
Scommessa Vinta. 
E alla Grande !!!!
Non solo il disco è bello: BLOOD IN THE USA è per brevità definibile un CAPOLAVORO. 
Un disco di ballate scritte con grande anima e musicate come Dio comanda e che dopo un paio di ascolti entra dritto come una freccia nel cuore dell'ascoltatore e non c'è verso di toglierselo dalla mente e dal lettore cd.
Contemporaneamente all'uscita del magazine e del disco sempre in questi primi giorni del nuovo anno Chacon era qui, tra noi, per un breve tour italiano.
Ed è stata, quindi, una grande occasione per andare a conoscere di persona questo giovane cantautore che è davvero un Fuoriclasse, uno di quelli che ha stoffa da vendere. 
La copertina del Miglior Magazane Musicale d'Italia è, alla luce dei fatti, la consacrazione di un Talento allo Stato Puro.
Nove canzoni, poco più di ventisette minuti di musica, e non c'è un solo momento meno che splendido.
Canzoni che possono già definirsi dei classici, a partire da quella che titola il disco BLOOD IN THE USA, e poi  I AM AN IMMIGRANT, UNION TOWN, EMPTY POCKETS, EASY HEART, per citarne qualcuna. Ma sono davvero tutte bellissime le ballate di Chacon.
Il disco, prodotto da Perry Margouleff e registrato nel gennaio del 2016 presso i Pie Recording Studios di New York, ha visto avvicendarsi a  dar manforte a Thom ( che ci mette voce, chitarra e mandolino)  musicisti di grande spessore, come il bassista della Band di Bob Dylan, Tony Garnier mentre all'organo Hammond e alle tastiere c'è Tommy Mandel già collaboratore di gente come Bryan Adams, Bon Jovi e Dire Straits per dirne solo alcuni, le percussioni sono opera di Kevin Twigg già al fianco di John McEuen: insomma, per farla breve, una Grande Banda. E il risultato finale è lì a dimostrarlo. 
Stupendo il lavoro fatto da quelli dell'Appaloosa Records di Tregasio frazione di Triuggio che hanno mandato il disco alle stampe e che hanno messo insieme un libretto molto accurato che contiene tutte le traduzioni delle canzoni.
Thom Chacon, battezzato il Dylan di Durango, è degno di star lì alla pari con il Maestro.
Un Cantautore di Classe.  





(THOM CHACON - EASY HEART)













domenica 7 gennaio 2018

GREGORY PORTER - NAT "KING" COLE & ME



⭐⭐⭐⭐⭐

(BLUE NOTE - 2017)


Un atto di Amore.
Prima e ancor più che un disco questo NAT "KING" COLE & ME è un vero e proprio atto di Amore.
Quando il leggendario "King" morì, nel lontano 1965, Gregory Porter non era ancora nato.
Ma proprio da piccolo, ascoltando i dischi che sua madre faceva suonare in casa,  il nostro Gregory impresse nel cuore le leggendarie musiche di "King" Cole: un Signore che suonava e cantava come un Dio in terra.
Ora che la star è diventata lui, Porter, grazie al prezioso aiuto del produttore Vince Mendoza paga il giusto tributo al suo Eroe Musicale e, con questo NAT "KING" COLE & ME, celebra in maniera splendida tutta l'arte del Maestro.
Già dall'iniziale MONA LISA si percepisce chiaro che il cantato di Porter ha un "trasporto" particolare. Non solo la sua voce veste a festa le canzoni  "leggendarie" di Cole, ma  vi aggiunge un phatos che le fa risplendere ora di luce propria. 
SMILE, che fu scritta dal grande Chaplin e che in Italia è nota come SE MAI TI PARLASSERO DI ME, è semplicemente favolosa. 
Gran parte del merito dell'esito straordinario di queste registrazioni è da ascrivere all'arte di Christian Sands al piano, Reuben Rogers al basso, Ulysses Owens alla batteria e a tutto l'ensemble della London Studio Orchestra che, diretta da Everon Nelson, srotola un appeto sonoro degno delle mille e una notte lungo tutte le tracce del disco. In PICK YOURSELF UP e BALLERINA suonano anche i memebri  della Los Angeles Studio Musicians.
Da citare altri pezzi da novanta come BALLERINA, QUIZAS QUIZAS QUIZAS, THE CHRISTMAS SONG, L-O-V-E, NATURE BOY, MISS OTIS REGRETS.
E per chiudere il cerchio della vita e di questo disco omaggio a Cole trovano spazio altre due canzoni che Gregory Porter si porta dietro dal suo passato, dall'origine della scintilla che ha portato alla realizzazione di questo disco: I WONDER WHO MY DADDY IS che, per lui, che il padre non l'ha mai conosciuto assume un significato particolare e che in passato è stata interpretata da Freddy Cole, fratello del "King" e  WHEN THE LOVE WAS KING che è l'unico pezzo del disco scritto da Porter di suo pugno e che raccoglie i sentimenti di amore verso la madre, verso la musica del Re e verso quel tempo antico e lontano dove davvero l'amore era il sentimento predominante. Un pezzo che arriva dal cuore e al cuore degli ascoltatori è destinato. Sublime.
Un tributo d'Amore. Un disco di vera atmosfera. 
Musica con l'Anima.



(GREGORY PORTER - MONA LISA)







sabato 9 dicembre 2017

WILLY DEVILLE - THE WILLY DEVILLE ACOUSTIC TRIO LIVE IN BERLIN


⭐⭐⭐⭐⭐

(EAGLE RECORDS - 2002)


Disco Monumentale.
THE WILLY DEVILLE ACOUSTIC TRIO LIVE IN BERLIN è uno di quei dischi che, una volta entrato in circolo, non esce più dalla testa ma soprattutto dal cuore.
Registrato durante il tour europeo del 2002,  tre anni dopo l'ottimo HORSE AF A DIFFERENT COLOR,  questo doppio album live è la più grande testimonianza della Immensa Classe di questo Straordinario Artista.
In trio con il fido David Keys al contabbasso e Seth Farber al pianoforte  Willy DeVille prende per mano le canzoni che più ha amato e le ripropone con quel suo modo unico di  interpretarle come se, queste note, scorressero nelle sue  vene arrivando direttamente dal cuore. 
Così canzoni strepitose come BETTY AND DUPREE e IT'S TOO LATE SHE'S GONE di Chuck Willis, prendono posto accanto a capolavori scritti di suo pugno come la straordinaria HEAVEN STOOD STILL o la toccante NIGHT FALLS, o ancora SPANISH HARLEM, LET IT BE ME, SHAKE SUGAREE e tutte vengono rivisitate da DeVille con quel suo stile,  da Ultimo Dei Gitani Romantici, che potrebbe far sciogliere anche un cuore di pietra.
Il lavoro prezioso dei suoi compagni di avventura contribuisce a rendere le canzoni di questo disco dei "pezzi unici" ed irripetibili.
L'atmosfera intima che circonda questa esibizione rende preziosa ogni singola nota e, alla fine, questo distillato di note, musica, liriche e ballate copre uno spazio musicale che tende all'infinito: alla perfezione. Dal soul al rhythm & blues, nulla di ciò che più stava a cuore al Grande Gitano manca all'appello in queste Splendenti Registrazioni.
E per rendere il tutto ancor più delizioso e completo Willy Deville aggiunse alle registrazioni in trio ben  otto canzoni registrate con la sua straordinaria full band  "Mink DeVille" in quel di Stoccolma.
E così ecco prendere vita altre storie come la splendida CARMELITA (ballata di Warren Zevon), BILLY THE KID presa in prestito da Dylan, o ancora l'ipnotica  ballata  BAMBOO ROAD con le magiche chitarre di Freddy Koella a dettare il passo e rendere il tutto ancor più splendente.
Resta, a mia memoria d'ascoltatore, una delle gioie più grandi che la musica mi abbia mai regalato.
Un Artista Immenso.
Unico.
Come queste canzoni che sono un viaggio verso l'infinito.



(WILLY DEVILLE - SPANISH HARLEM)