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sabato 17 febbraio 2018

JERRY GARCIA & DAVID GRISMAN - BEEN ALL AROUND THIS WORLD



⭐⭐⭐⭐⭐

(ACOUSTIC DISC - 2004)


Una "Cartolina Musicale".
Con queste precise parole David Grisman classificò questo  BEEN ALL AROUND THIS WORLD nelle note di presentazione del disco.
Un viaggio musicale unico nel suo genere che vide l'uno accanto all'altro due autentici Giganti alle prese con la cosiddetta "100% HANDMADE MUSIC": cioè la Musica che usciva regolarmente da quella fabbrica del suono che era, ed è tuttora, la ACOUSTIC DISC casa discografica voluta e creata da David Grisman per diffondere e promuovere la musica nel suo formato "originale": quello acustico.
David Grisman con il suo mandolino e Jerry Garcia con la sua chitarra unica e inimitabile in queste registrazioni riescono a celebrare la loro passione per la musica tradizionale  in maniera impareggiabile. 
Ma non solo "traditional": scorrono capolavori come I'M TROUBLED,  BEEN ALL AROUND THIS WORLD,  HANDSOME CABIN BOY WALTZ accanto a composizoni "classiche" come THE BALLAD OF FRANKIE LEE AND JUDAS PRIEST di Dylan che rivisitata in sette minuti di perizia musicale epocale è una delle "gemme" del disco o SITTIN' HERE IN LIMBO di Plummer Bright e Jimmy Cliff solo per citarne alcune.
In queste dodici canzoni per 54 minuti di Grande Musica c'è il ricordo indelebile di un Sodalizio Musicale davvero Unico e la scomparsa prematura di Garcia rende queste registrazioni ancor più preziose perchè sono la testimonianza di un suono che non tornerà più.
La splendida illustrazione ad acquarello che è in  copertina e che  è opera di Tracy Bigelow presenta i due amici che, strumenti alla mano, si avviano lungo una strada che non ha apparentemente fine. Esattamente come la loro Musica.
Disco Prezioso.



(THE BALLAD OF FRANKIE LEE AND JUDAS PRIEST)




(SITTIN' HERE IN LIMBO)









sabato 20 gennaio 2018

THOM CHACON - BLOOD IN THE USA


⭐⭐⭐⭐⭐

(APPALOOSA RECORDS - 2018)


L'album BLOOD IN THE USA di Thom Chacon sta agli Stati Uniti, oggi, così come il libro LE VENE APERTE DELL'AMERICA LATINA di Eduardo Galeano stava all'America Latina qualche anno fa. La differenza è che nelle sue canzoni, il giovane cantautore di Durango,  Colorado, mette nero su bianco e denuncia tutte le ingiustizie di una nazione che non è più quella del "Sogno" mentre lo scrittore uruguagio Galeano se la prendeva  con i "predatori" che dissanguarono un po' tutto il  Sudamerica: ma nella sostanza ho trovato una correlazione tra le opere di questi due Artisti. 
Il magazine musicale BUSCADERO, nel suo numero del mese di Gennaio di quest'anno 2018,  gli ha dedicato la copertina e così la faccia di Thom Chacon è comparsa nelle edicole di un po' tutta l'Italia.
Scommessa azzardata quella di Paolo Carù & Co. di mandare in copertina un giovane ragazzo sconosciuto ai più ?
Macchè. 
Scommessa Vinta. 
E alla Grande !!!!
Non solo il disco è bello: BLOOD IN THE USA è per brevità definibile un CAPOLAVORO. 
Un disco di ballate scritte con grande anima e musicate come Dio comanda e che dopo un paio di ascolti entra dritto come una freccia nel cuore dell'ascoltatore e non c'è verso di toglierselo dalla mente e dal lettore cd.
Contemporaneamente all'uscita del magazine e del disco sempre in questi primi giorni del nuovo anno Chacon era qui, tra noi, per un breve tour italiano.
Ed è stata, quindi, una grande occasione per andare a conoscere di persona questo giovane cantautore che è davvero un Fuoriclasse, uno di quelli che ha stoffa da vendere. 
La copertina del Miglior Magazane Musicale d'Italia è, alla luce dei fatti, la consacrazione di un Talento allo Stato Puro.
Nove canzoni, poco più di ventisette minuti di musica, e non c'è un solo momento meno che splendido.
Canzoni che possono già definirsi dei classici, a partire da quella che titola il disco BLOOD IN THE USA, e poi  I AM AN IMMIGRANT, UNION TOWN, EMPTY POCKETS, EASY HEART, per citarne qualcuna. Ma sono davvero tutte bellissime le ballate di Chacon.
Il disco, prodotto da Perry Margouleff e registrato nel gennaio del 2016 presso i Pie Recording Studios di New York, ha visto avvicendarsi a  dar manforte a Thom ( che ci mette voce, chitarra e mandolino)  musicisti di grande spessore, come il bassista della Band di Bob Dylan, Tony Garnier mentre all'organo Hammond e alle tastiere c'è Tommy Mandel già collaboratore di gente come Bryan Adams, Bon Jovi e Dire Straits per dirne solo alcuni, le percussioni sono opera di Kevin Twigg già al fianco di John McEuen: insomma, per farla breve, una Grande Banda. E il risultato finale è lì a dimostrarlo. 
Stupendo il lavoro fatto da quelli dell'Appaloosa Records di Tregasio frazione di Triuggio che hanno mandato il disco alle stampe e che hanno messo insieme un libretto molto accurato che contiene tutte le traduzioni delle canzoni.
Thom Chacon, battezzato il Dylan di Durango, è degno di star lì alla pari con il Maestro.
Un Cantautore di Classe.  





(THOM CHACON - EASY HEART)













domenica 7 gennaio 2018

GREGORY PORTER - NAT "KING" COLE & ME



⭐⭐⭐⭐⭐

(BLUE NOTE - 2017)


Un atto di Amore.
Prima e ancor più che un disco questo NAT "KING" COLE & ME è un vero e proprio atto di Amore.
Quando il leggendario "King" morì, nel lontano 1965, Gregory Porter non era ancora nato.
Ma proprio da piccolo, ascoltando i dischi che sua madre faceva suonare in casa,  il nostro Gregory impresse nel cuore le leggendarie musiche di "King" Cole: un Signore che suonava e cantava come un Dio in terra.
Ora che la star è diventata lui, Porter, grazie al prezioso aiuto del produttore Vince Mendoza paga il giusto tributo al suo Eroe Musicale e, con questo NAT "KING" COLE & ME, celebra in maniera splendida tutta l'arte del Maestro.
Già dall'iniziale MONA LISA si percepisce chiaro che il cantato di Porter ha un "trasporto" particolare. Non solo la sua voce veste a festa le canzoni  "leggendarie" di Cole, ma  vi aggiunge un phatos che le fa risplendere ora di luce propria. 
SMILE, che fu scritta dal grande Chaplin e che in Italia è nota come SE MAI TI PARLASSERO DI ME, è semplicemente favolosa. 
Gran parte del merito dell'esito straordinario di queste registrazioni è da ascrivere all'arte di Christian Sands al piano, Reuben Rogers al basso, Ulysses Owens alla batteria e a tutto l'ensemble della London Studio Orchestra che, diretta da Everon Nelson, srotola un appeto sonoro degno delle mille e una notte lungo tutte le tracce del disco. In PICK YOURSELF UP e BALLERINA suonano anche i memebri  della Los Angeles Studio Musicians.
Da citare altri pezzi da novanta come BALLERINA, QUIZAS QUIZAS QUIZAS, THE CHRISTMAS SONG, L-O-V-E, NATURE BOY, MISS OTIS REGRETS.
E per chiudere il cerchio della vita e di questo disco omaggio a Cole trovano spazio altre due canzoni che Gregory Porter si porta dietro dal suo passato, dall'origine della scintilla che ha portato alla realizzazione di questo disco: I WONDER WHO MY DADDY IS che, per lui, che il padre non l'ha mai conosciuto assume un significato particolare e che in passato è stata interpretata da Freddy Cole, fratello del "King" e  WHEN THE LOVE WAS KING che è l'unico pezzo del disco scritto da Porter di suo pugno e che raccoglie i sentimenti di amore verso la madre, verso la musica del Re e verso quel tempo antico e lontano dove davvero l'amore era il sentimento predominante. Un pezzo che arriva dal cuore e al cuore degli ascoltatori è destinato. Sublime.
Un tributo d'Amore. Un disco di vera atmosfera. 
Musica con l'Anima.



(GREGORY PORTER - MONA LISA)







sabato 9 dicembre 2017

WILLY DEVILLE - THE WILLY DEVILLE ACOUSTIC TRIO LIVE IN BERLIN


⭐⭐⭐⭐⭐

(EAGLE RECORDS - 2002)


Disco Monumentale.
THE WILLY DEVILLE ACOUSTIC TRIO LIVE IN BERLIN è uno di quei dischi che, una volta entrato in circolo, non esce più dalla testa ma soprattutto dal cuore.
Registrato durante il tour europeo del 2002,  tre anni dopo l'ottimo HORSE AF A DIFFERENT COLOR,  questo doppio album live è la più grande testimonianza della Immensa Classe di questo Straordinario Artista.
In trio con il fido David Keys al contabbasso e Seth Farber al pianoforte  Willy DeVille prende per mano le canzoni che più ha amato e le ripropone con quel suo modo unico di  interpretarle come se, queste note, scorressero nelle sue  vene arrivando direttamente dal cuore. 
Così canzoni strepitose come BETTY AND DUPREE e IT'S TOO LATE SHE'S GONE di Chuck Willis, prendono posto accanto a capolavori scritti di suo pugno come la straordinaria HEAVEN STOOD STILL o la toccante NIGHT FALLS, o ancora SPANISH HARLEM, LET IT BE ME, SHAKE SUGAREE e tutte vengono rivisitate da DeVille con quel suo stile,  da Ultimo Dei Gitani Romantici, che potrebbe far sciogliere anche un cuore di pietra.
Il lavoro prezioso dei suoi compagni di avventura contribuisce a rendere le canzoni di questo disco dei "pezzi unici" ed irripetibili.
L'atmosfera intima che circonda questa esibizione rende preziosa ogni singola nota e, alla fine, questo distillato di note, musica, liriche e ballate copre uno spazio musicale che tende all'infinito: alla perfezione. Dal soul al rhythm & blues, nulla di ciò che più stava a cuore al Grande Gitano manca all'appello in queste Splendenti Registrazioni.
E per rendere il tutto ancor più delizioso e completo Willy Deville aggiunse alle registrazioni in trio ben  otto canzoni registrate con la sua straordinaria full band  "Mink DeVille" in quel di Stoccolma.
E così ecco prendere vita altre storie come la splendida CARMELITA (ballata di Warren Zevon), BILLY THE KID presa in prestito da Dylan, o ancora l'ipnotica  ballata  BAMBOO ROAD con le magiche chitarre di Freddy Koella a dettare il passo e rendere il tutto ancor più splendente.
Resta, a mia memoria d'ascoltatore, una delle gioie più grandi che la musica mi abbia mai regalato.
Un Artista Immenso.
Unico.
Come queste canzoni che sono un viaggio verso l'infinito.



(WILLY DEVILLE - SPANISH HARLEM)











venerdì 8 dicembre 2017

CARRIE NEWCOMER - LIVE AT THE BUSKIRK-CHUMLEY THEATER WITH FRIENDS



⭐⭐⭐⭐⭐

(AVAILABLE LIGHT RECORDS - 2017)


Un "Piccolo Mondo Antico".
Questo è il mondo musicale dove muove i suoi passi e splende brillante la stella di Carrie Newcomer che possiamo considerare, ora come ora, una tra le più grandi interpreti di musica folk al mondo.
Fosse nata in quel periodo d'oro del Greenwich Village, del primo Dylan e dei vari  Andersen, Ochs, Collins & Co.  la Newcomer avrebbe avuto la strada spianata verso un successo planetario.
In questi tempi bui dove tutto scorre troppo veloce e con poca umanità addosso le liriche e il lavoro di una folk-singer come Carrie Newcomer corrono il rischio di perdersi nel frastuono del "poco-o-nulla che ci circonda".
La prima volta che entrai in contatto con la sua musica (erano i tempi del suo greatest hits BETTY'S DINER - 2004) rimasi piacevolmente colpito dalle straordinarie doti compositivie e canore dell'artista originaria del Michigan. 
Una donna con le "palle". Che ha già mandato alle stampe 16 ottimi dischi e che, per entrare in contatto con le "cose della vita" ha viaggiato per il mondo come  "Ambasciatrice Culturale" portando la sua musica in India ed in Kenya contribuendo a cause nobili come la lotta contro la fame. 
Insomma una vera e propria paladina delle Grandi Cause che, con la forza della sua chitarra e delle sue canzoni,  tenta di migliorare il mondo che le scorre accanto.
In questo suo disco registrato dal vivo la sera del 15 ottobre 2016 nel teatro Buskirk-Chumley di Bloomington, in quel dello stato dell'Indiana, dove la nostra Carrie attualmente vive, vi è dentro tutto il suo splendido "modo" di vivere e intendere le cose della vita.
Scorrono così canzoni di una bellezza rara ed adamantina, come SANCTUARY, A LIGHT IN THE WINDOW, I BELIVE, GEODES, THE GATHERING OF SPIRITS, tanto per citarne solo alcune.
Diciotto splendide diapositive di un "Piccolo Mondo Antico" per farci capire che il bello esiste ancora. Ma va cercato, costruito, mantenuto.
Con Gary Walters al piano e accordion, Cameron Bailey alla batteria, Marta Gudmunsdottir  splendida al cello, Sumaia Jackson al violino, Steve Mascari al basso, Moira Smiley alle voci, Brandt Smith al banjo e  Jordan Tice alla chitarra e mandolino  Carrie Newcomer con queste preziose registrazioni live ci apre le porte del suo "mondo musicale".
Un "Piccolo Mondo Antico".
Disco Splendente.



(Carrie Newcomer - The Gathering of Spirits)









martedì 7 novembre 2017

SERGIO CAPUTO & FRANCESCO BACCINI - CHEWING GUM BLUES (THE SWING BROTHERS)



⭐⭐⭐⭐⭐

(ALCATRAZ MOON ITALIA - 2017)


I cantautori Sergio Caputo e Francesco Baccini uniscono le loro forze e, sotto la bandiera di "The Swing Brothers"  mandano alle stampe un disco di pregevole fattura. 
Un disco di Pura Musica  D'Autore Made  in Italy che suona fresco e piacevole sin dall'iniziale CHEWING GUM BLUES che titola il disco e che è una di quelle canzoni che ci si ritrova a canticchiare già dopo un primo veloce ascolto.
Ma è tutto l'impianto di questo progetto a funzionare alla grande. 
La chitarra e la voce di Caputo unitamente alla voce e al piano di Baccini  sviluppano uno swing-jazz dal sapore raffinato. 
Risplendono così ballate in puro Baccini - Style come TU NON SEI UNA BARBIE, PARANOIA IN LOMBARDIA BY NIGHT, MISTERY GIRL,  accanto a brani tipicamente swing come quella che titola la raccolta od ancora LE NOTTE SENZA FINE,  MA CHE GELIDA MANINA, NON FIDARTI DI ME mentre a chiudere alla grande  il disco vi è UNO STRACCIO DI BLUES che rimanda alla memoria un vecchio pezzo del SuperBacc  (FRATELLI DI BLUES - cantata con Alessandro Haber e che venne pubblicata sullo stupendo "NOSTRA SIGNORA DEGLI AUTOGRILL - 1999).
Passano gli anni ma, l'importante, è mantenere le proprie certezze. 
E Francesco Baccini per chi scrive è una Certezza. 
Un Geniale cantautore, sì, ma non solo: con il suo  passato da portiere che raccontai qui francesco-baccini-il-portiere-cantautore   Baccini è  una Leggenda.
Insomma ...  un  vero Numero 1.




(SERGIO CAPUTO & FRANCESCO BACCINI - CHEWING GUM BLUES)









domenica 15 ottobre 2017

MINK DE VILLE - WHERE ANGELS FEAR TO TREAD



⭐⭐⭐⭐⭐

(ATLANTIC - 1983)


Titolo e copertina di questo disco, a molti, diranno poco, tuttavia WHERE ANGELS FEAR TO TREAD contiene una canzone che conoscono tutti. Ma proprio tutti.
Alla traccia numero tre, il titolare dei Mink De Ville, Willy De Ville inserì una canzone bellissima che, alle nostre latitudini, è diventata famosa per essere stata la sigla televisiva del celebre programma Zelig: DEMASIADO CORAZON (TOO MUCH HEART).
La "latineggiante" canzone è solo una delle mille sfaccettature musicali che il più celebre "Zingaro" della Musica mostrò ai suoi estimatori in questo suo quinto disco.
Un disco "spesso", dove accanto a momenti di esaltazione e pathos travolgenti come nella canzone citata in precendeza si intrecciano momenti di intima riflessione come nell'iniziale EACH WORD'S A BEAT OF MY HEART o nella successiva RIVER OF TEARS.  La poetica visione di De Ville traspare in versi ispirati che ben si intrecciano con una strumentazione straordinaria ad opera di Rick Borgia alle chitarre, Louis Cortellezzi straordinario con il suo sax, Joey Vasta al basso, Ken Margolis ispirato come non mai al piano e organo, Joe Galdo con Fred Wickstrom e Richie Puente alle percussioni. Insomma una Band di pop/rock/post-punk da sballo.
Nel disco trova spazio una sola cover : AROUND THE CORNER che, nella stesura musicale dell'italiano Ezio Leoni con le parole scritte da Vito Pallavicini era originariamente intitolata COME POTREI  DIMENTICARTI della quale De Ville, probabilmente, ascoltò (innamorandosene) la prima versione in inglese cantata da Ben E. King.
Un disco dove non mancano pazzie pust-punk tanto care al nostro De Ville: KEEP YOUR MONKEY AWAY FROM MY DOOR ne è un esempio bello e buono.
In chiusura un altro pezzo da novanta: THE MOONLIGHT LET ME DOWN.
Là dove anche gli angeli hanno paura di cadere è arrivato il più Grande Gitano Musicale che abbia mai attraversato questa nostra vita ...
Il fatto che dischi come questo, ai tempi, passarono tiepidi all'approcio dei giudizi dei critici è un peccato che alla luce dell'attuale produzione musicale non può dirsi veniale.
Willy De Ville resta un Gigante.



(MINK DE VILLE - EACH WORD'S A BEAT OF MY HEART)




(MINK DE VILLE - DEMASIADO CORAZON)